ITALIA MULTINAZIONALE 1998
La banca dati del CNEL
Il CNEL, Consiglio Nazionale dellEconomia e del Lavoro, nel 1965 promosse la prima banca dati sulluniverso delle imprese multinazionali estere in Italia, realizzata dalla Soris, "casa madre" di R&P. Nel 1986 il CNEL ha avviato anche la banca dati sugli investimenti allestero da parte delle imprese italiane, con incarico a R&P in collaborazione con il Politecnico di Milano; successivamente sono stati realizzati sette aggiornamenti biennali della banca dati e le analisi interpretative sistematiche. I risultati dellultimo aggiornamento biennale 1996-98 sono stati presentati dal Presidente CNEL De Rita. Alle relazioni del presidente ICE, Fabrizio Onida, e del direttore generale Mincomes, Sarti de Letto, sono seguiti gli interventi di commento del testo di "Italia Multinazionale 1998". Nella valutazione di insieme, il rapporto tra gli investimenti in uscita e quelli in entrata nel 1985 era ancora fortemente squilibrato, nellambito di un processo di internazionalizzazione non ancora maturo. Il rapporto fra il fatturato allestero degli investimenti italiani rispetto al fatturato delle multinazionali estere in Italia era stato pari 0,52. Allinizio del 1998 questo rapporto è in crescita netta: 0,78 [0,74 nel 1996]. Il divario fra il rapporto del fatturato e quello degli addetti - comunque in sensibile contrazione - riflette la diversa composizione tecnologica degli investimenti in entrata rispetto a quelli in uscita. In termini di addetti, questo rapporto è stato capovolto: dallo 0,49 nel 1985 è salito costantemente fino all1,07 allinizio del 1998 [1,13 nel 1996].
La multinazionalizzazione in uscita
Lulteriore incremento degli investimenti allestero da parte delle imprese italiane, ma con saldo occupazionale zero
Allinizio del 1998 le imprese italiane con partecipazioni in attività industriali allestero censite nella banca dati Reprint sono 804; le imprese partecipate allestero sono 2007, con 602 mila addetti: per ogni cinque occupati in Italia [al netto degli occupati nelle microimprese] vi è un occupato allestero che lavora in unimpresa a partecipazione italiana. Il confronto con la situazione al gennaio 1996 conferma unulteriore crescita del numero di investitori e del numero delle imprese italiane che investono in imprese industriali di paesi esteri (entrambi gli indicatori con un saldo attivo di oltre 100 unità); a questa vivacità negli investimenti in imprese allestero fa riscontro una moderata crescita del numero di addetti nelle imprese estere partecipate da imprese italiane; soltanto un 1% nel biennio. Due tendenze, già emerse con chiarezza negli anni precedenti, concorrono a generare questo risultato:
Il numero delle nuove iniziative allestero mantiene lalto livello già raggiunto negli anni 90: circa 200 nuove iniziative/anno, che incrementano loccupazione di 40.000 unità per ciascuno dei due anni 1996-97, compensando la contrazione di occupazione estera generata dalle dismissioni effettuate dalle imprese di maggiori dimensioni (28 mila occupati in meno).
Gli investimenti esteri per comparto tecnologico
Nel biennio si é consolidata e rafforzata la convenienza allinvestimento allestero nei settori ad alta intensità di scala: nel settore alimentare, nella produzione di autoveicoli e della relativa componentistica.
Si registra anche una leggera crescita del comparto hightech, determinata peraltro dallacquisizione avvenuta nel 1996 della tedesca Hartmann & Braun da parte di Finmeccanica. La dismissione di questa partecipazione e di tutte le altre attività di Finmeccanica nel settore del controllo dei processi industriali (Elsag Bailey), avvenuta nel corso del 1998, appare destinata a ridimensionare fortemente la presenza industriale allestero delle imprese italiane nei settori dellalta tecnologia.
La distribuzione geografica degli investimenti allestero
In questultimo biennio la destinazione geografica degli investimenti delle imprese italiane vede unulteriore contrazione delle partecipazioni in Europa Occidentale: il completamento del mercato comune tende a eliminare i fattori che in passato stimolavano la dislocazione produttiva allinterno dei singoli paesi membri.
Fa riscontro una leggera crescita della presenza italiana in Nordamerica, ove le iniziative di maggior rilievo si concentrano nel settore alimentare (Parmalat ed Eridania).
Rimane sostanzialmente stabile la presenza in Europa Orientale, ove a numerose nuove iniziative si accompagnano non poche dismissioni, mentre cresce significativamente linteresse degli investitori italiani verso lAmerica Latina, il Messico, i principali paesi asiatici (Cina, India e Turchia) ed il Sudafrica.
Evoluzione delle partecipazioni delle imprese a base italiana in imprese industriali estere, 1986 - 1998
|
Totale partecipazioni allestero |
Partecipazioni di controllo |
|||||
|
N. investitori |
N. imprese estere partecip. |
Addetti imprese estere |
N. investitori |
N. imprese estere partecip. |
Addetti imprese estere |
|
| 1986 |
281 |
694 |
243.868 |
178 |
440 |
151.910 |
| 1988 |
291 |
837 |
364.119 |
200 |
581 |
240.426 |
| 1990 |
334 |
1.067 |
435.274 |
235 |
765 |
279.593 |
| 1992 |
432 |
1.379 |
550.917 |
327 |
1.012 |
341.882 |
| 1994 |
597 |
1.672 |
586.288 |
452 |
1.242 |
382.944 |
| 1996 |
652 |
1.887 |
595.111 |
509 |
1.416 |
396.151 |
| 1998 |
804 |
2007 |
602.000 |
585 |
1.496 |
432.453 |
Fonte: banca dati Reprint, CNEL - R&P - Politecnico di Milano
I processi di multinazionalizzazione in entrata
Continua il forte incremento del numero delle imprese estere in Italia; loccupazione cresce del 6,3%.
Allinizio del 1998 le imprese industriali italiane partecipate da investitori esteri sono 1.768. Vi sono occupati circa 562 mila addetti occupati in 2774 stabilimenti e nel 1997 hanno fatturato oltre 263 mila miliardi di lire.
Ogni cinque occupati nelle imprese industriali italiane [al netto delle micro-imprese] circa uno lavora in unimpresa a base estera
Il confronto con il gennaio 96 segnala unulteriore crescita: il numero di imprese "estere" cresce di 115 unità e loccupazione aumenta di oltre 33 mila unità, proseguendo la tendenza già emersa nel biennio precedente.
1996 anno record degli investimenti dallestero
Il 1996, con quasi 150 nuove partecipazioni dallestero, ha costituito uneccezione rispetto allandamento degli anni novanta, stabilizzatosi sin dal 1991 attorno a cento nuove partecipazioni estere per anno.
Il 1997 ritorna nella tendenza di lungo periodo in termini di nuove iniziative, e in termini di addetti rientra nella tendenza di lungo periodo.
Nel 1997 è venuto meno il sostanzioso contributo delle privatizzazioni di imprese a partecipazione statale, le quali avevano significativamente caratterizzato landamento del periodo 1993- 1995 (Ilva Laminati Piani, Italtel, AST, Nuovo Pignone, Enichem, SIV, Italgel, ecc.) e in parte anche del 1996 (Dalmine, Alumix ed Italimpianti).
Evoluzione delle partecipazioni estere nellindustria italiana, 1986 - 1998
|
Totale partecipaz. estere in Italia |
Partecipazioni di controllo |
|||||
|
N. imp. estere partecip. |
Addetti imprese estere |
Fatturato (Mld di lire) |
N. imp. estere partecip. |
Addetti imprese estere |
Fatturato (Mld di lire) |
|
| 1986 |
1.292 |
467.121 |
73.058,6 |
1.091 |
376.507 |
61.598,9 |
| 1988 |
1.327 |
472.063 |
91.710,1 |
1.117 |
368.219 |
73.127,7 |
| 1990 |
1.528 |
520.616 |
122.117,4 |
1.287 |
410.050 |
97.735,5 |
| 1992 |
1.575 |
515.815 |
157.551,2 |
1.337 |
426.010 |
129.133,1 |
| 1994 |
1.600 |
498.566 |
172.490,5 |
1.370 |
412.093 |
143.464,4 |
| 1996 |
1.652 |
531.055 |
230.275,8 |
1.393 |
421.954 |
185.710,5 |
| 1998 |
1.767 |
564.465 |
263.673,9 |
1.518 |
457.228 |
215.625,6 |
Fonte: banca dati Reprint, CNEL - R&P - Politecnico di Milano
Landamento del 1997 appare più sostenuto con riferimento alle sole partecipazioni estere di controllo: gli addetti collegati alle nuove partecipazioni nel 1994 e nel 1995 era stato generato soprattutto da partecipazioni di minoranza e paritarie, come quelle dellindiana Essar in Ilva Laminati Piani e di Siemens in Italtel
Allopposto, si mantengono su livelli relativamente contenuti le dismissioni operate dagli investitori esteri, che non sembrano dimostrare preoccupazioni per il "rischio Italia" e per le numerose diseconomie che secondo molte fonti di informazione dovrebbero allontanare gli investitori esteri.
Anzi, negli ultimi due anni, il saldo tra nuove partecipazioni e dismissioni è più sostenuto rispetto a quello registrato nella prima metà degli anni novanta.
Gli investimenti nei macrosettori dellindustria
Dal punto di vista settoriale, il biennio 1996- 1997 conferma le tendenze già emerse nel periodo precedente, con una dinamica più sostenuta della media per i settori caratterizzati da elevate economie di scala (in particolare: siderurgia e prodotti in metallo, vetro, altri prodotti in minerali non metalliferi, componentistica auto) e per la meccanica, mentre gli incrementi nei comparti tradizionali e in quelli dellalta tecnologia si mantengono sostanzialmente stabili.
I paesi di origine degli investitori esteri in Italia
Non cambiano di molto i paesi di origine degli investitori; sin dallinizio degli anni novanta sono rimaste pressoché stabili le quote per le principali aree geografiche (Unione Europea 60%, altri paesi europei 10%, Nord America 25%, Giappone 3% e altri paesi 2%).
Lunica nota di rilievo riguarda uninversione di tendenza negli investimenti giapponesi, che erano quasi del tutto scomparsi nei primi anni novanta.
Le acquisizioni e gli investimenti a prato verde
Lacquisizione di imprese preesistenti rimane la modalità di gran lunga più conveniente per gli investitori esteri. Senzaltro in termini di tempo e in molti casi anche in termini di ammontare dellinvestimento. In molti casi le acquisizioni costituiscono la base per ulteriori investimenti nellimpresa acquisita e in altre imprese.
Gli investimenti esteri greenfield divenuti operativi nel biennio 19961997 sono complessivamente 15.
Questo livello appare ancora una volta in linea con i dati registrati nel corso degli anni novanta, ma rimane assai lontano da quello registrato nel 1990, quando il numero di investimenti greenfield aveva raggiunto le 25 unità.
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